
Vent’anni di carriera, un nuovo capitolo da scrivere. “Natura Morta“, il nuovo album appena uscito (qui la nostra recensione), segna un punto di svolta per i Folkstone, una delle realtà più solide e riconoscibili del panorama folk metal italiano. Con questo nuovo album, la band non solo conferma la propria identità, ma la evolve senza compromessi, esplorando nuove sonorità e tematiche più profonde. Abbiamo avuto il piacere di parlarne con Lorenzo “Lore” Marchesi, voce e anima del gruppo, per scoprire cosa si cela dietro questa nuova avventura musicale.
Ciao Lore! Come state tu e i ragazzi?
Stiamo molto bene, grazie! Un po’ stressati perché quando esce un album ci sono tantissime cose da organizzare e curare. Però siamo davvero contentissimi del risultato che ne è venuto fuori. Ci stiamo preparando anche sul comparto scenografico, che sarà molto curato. C’è tanto da fare!
Parliamo di “Natura Morta”, il vostro nuovo album. Ho avuto il piacere di ascoltarlo in anteprima. Questo è il vostro primo album dopo lo scioglimento avvenuto nel 2019. Com’è stato il suo lavoro e la sua gestazione?
È stato un lavoro molto lungo, ma alla fine le cose erano abbastanza chiare per tutti. In vent’anni di carriera avevamo ancora delle cose da dire, ma c’è anche il fatto che era tanto tempo che non facevamo un disco. Più o meno dal 2018, da Diario Di Un Ultimo. Alla fine ne è venuto fuori un disco con tanti pezzi, ben 16. Non saprei trovare un altro aggettivo per descriverlo, ma so per certo che è stato bello lavorarci, così come per gli altri. Sicuramente ogni nostro album ha un diverso taglio, ma è anche normale: il tempo passa e ogni situazione ha un sapore diverso.
Si può dire che questo nuovo album riapre una nuova era per la band?
Sicuramente! E in più, diciamo che non ci fermiamo qua.
In un’intervista post reunion avevi raccontato che la motivazione dello scioglimento era anche che le idee erano finite. Io, in realtà, ho apprezzato molto il songwriting di questo nuovo album, ci sono delle cose molto ricercate nel sound e questo ha alzato l’asticella in molte caratteristiche, non soltanto di produzione, ma anche del lavoro nella sua interezza. Lo pensi anche tu?
Sono d’accordissimo con te! Se vogliamo, questo è stato il nostro album più maturo. Poi, non saprei… penso ci sia un approccio nel suonare Folk Metal che può essere anche popolare, ma non banale. Personalmente sono stufo della banalità nel mondo della musica. È tutto un consumare e buttare via senza nessun senso. Ci vuole tempo. Per noi Natura Morta è un album un po’ decadente, perché ci troviamo in un mondo che non ci appartiene più. Questo poi è un disco che ha bisogno del suo tempo, stiamo parlando di 16 brani, e ci vuole tempo. Ha la durata, quasi, di un doppio album, e questa è una cosa che ormai nessuno fa più. Sembra un po’ un controsenso. Il songwriting riflette molto questa cosa: abbiamo cercato di curare tutto e di essere il più sinceri possibile.

In questo nuovo disco ci sono anche degli ospiti illustri, come: i Modena City Ramblers in Fragile e i Punkreas in La fabbrica dei perdenti. Cosa vi ha portato a scegliere proprio loro?
Ci conosciamo da tempo con loro, ma sicuramente ci sono anche delle affinità. I Modena City Ramblers, nel folk rock, sono un’eccellenza. Anche se, sostanzialmente, facciamo generi leggermente diversi, ci siamo trovati subito anche tematicamente. Tutto è venuto naturale, e conoscendoci meglio è stato bellissimo fare qualcosa insieme a loro. Stessa cosa anche con i Punkreas, con cui abbiamo anche condiviso un concerto. Abbiamo detto: “Perché no?”. Se ci pensi, non è una cosa stupida fare featuring con persone che fanno cose diverse. Prendila come una sperimentazione, se vuoi. Ma la stessa cosa si può dire anche con Trevor dei Sadist, e loro sono molto più estremi di noi (ride, ndr). Alla fine dei conti, non abbiamo mai avuto timore di espandere il nostro sound e non abbiamo problemi a collaborare con persone che sono musicalmente diverse da noi. La musica deve unire.
Il tour si aprirà con tre date iniziali, il 28, 29 e 30 marzo a Milano, già sold-out. Poi proseguirà in lungo e largo per tutta Italia. So che siete molto richiesti anche all’estero in festival di genere. Quindi ci sarà qualcosa anche fuori porta?
Per ora no! Vogliamo concentrarci più sull’Italia. Non vogliamo correre troppo. Sicuramente, al di là della penisola, sarà tutto un divenire.
Ci sarà anche un doppio festeggiamento perché rientrate nei vent’anni di carriera. Dopo tutto questo tempo, che cosa è cambiato nel percorso?
Guarda, è cambiato tutto, ma non è cambiato niente. Ci troviamo ancora a fare musica e a raccontarci. Sicuramente è cambiato il colore della barba (ride, ndr), ma credo che l’approccio, anche sul comparto live, sia rimasto lo stesso. Se vuoi, siamo più sinceri. Se prima avevamo un po’ di paura (non sempre) per fare alcune cose, adesso invece siamo più sicuri. Io personalmente non penso troppo al passato: quello che è stato è stato. Forse questa è la cosa che è veramente cambiata.
Però mi viene da dirti che anche voi siete un’istituzione per quanto riguarda il folk metal italiano. Dopo tutti questi anni, è cambiato anche il pubblico? Se si può dire, sono arrivate anche le nuove leve e nuove generazioni di ascoltatori tra voi?
Intanto ti ringrazio molto per questo complimento, ma io non mi vedo proprio così. Però grazie davvero. Per quanto riguarda il pubblico, penso proprio di sì. Vediamo che ad ogni concerto qualcosa si rinnova, anche con ascoltatori e ragazzi veramente giovani, forse alcuni di loro ancora vanno a scuola. Pazzesco! Sai, in vent’anni forse ti aspetti qualcosa, ma ci fa sempre piacere vedere anche quelle persone che ti seguono da tanto tempo, e che magari riconosci di volto.
Detto questo, che cosa vi aspettate dal pubblico con questo album? C’è un messaggio che volete lanciare a riguardo?
Vedila in questo modo: “Natura Morta” è un urlo romantico. È il nostro urlo romantico. Penso che in questo lavoro ci siamo spinti veramente a dei livelli pazzeschi, e questo album non solo è il nostro quadretto, ma è anche il nostro modo di vivere. Siamo quello che siamo e siamo contenti di esserlo.
Ti ringrazio molto per la tua disponibilità Lore, e grazie per questa bella chiacchierata. Ci vediamo presto!
È stato un piacere, caro, grazie a te! A presto!
