Terry Blue – Lakewoods
Recensione del disco “Lakewoods” (Another Music Records, 2025) di Terry Blue. A cura di Sergio Bedessi.
Uscito ad aprile 2025, “Lakewoods”, nuovo album del duo Terry Blue, pubblicato da Another Music Records, già anticipato da due singoli, Fragile Friend e Gone Glacier, è composto da quattordici pezzi difficili da inquadrare in un genere specifico.
Il prodotto musicale potrebbe classificarsi come un cantautorato di alto livello, essenzialmente per le parole, peraltro ridefinito grazie all’elettronica e alla sperimentazione, molto presente all’interno di questo prodotto musicale, quasi a tracciare sfondi musicali dove la voce tesse liriche che parlano di un mondo dove la sofferenza e la morte sono sempre presenti, e dove la chiave di uscita è il distacco razionale e la catarsi, possibile solo grazie alla musica. Sicuramente un prodotto di fascia elevata, riguardevoli gli arrangiamenti, studiati e realizzati in modo impeccabile, sempre bilanciatissimi.
“Lakewoods” è un’esplorazione musicale, ma anche personale, in particolare del componente maschile del gruppo costituito da Leo Pusterla (voci, chitarre, synth) e Eleonora Gioveni (voci, synth), un’esplorazione ben più ampia dei lavori precedenti.
L’album presenta un’originalità unica anche per i temi trattati nei vari pezzi e il filo conduttore lo si rinviene nella storia personale di Leo Pusterla, nel suo cambiamento della visione del mondo dovuto a un’esperienza di vita che lo aveva messo a contatto quotidiano con la morte, da cui la musica prima come strategia di coping, poi come vera e propria rinascita, grazie al contributo di Eleonora Gioveni, corista e moglie dell’artista.
Le liriche manifestano la grande capacità di interpretare le vicende dei vari personaggi che si trovano nei pezzi e spesso presentano il concetto che ognuno è non solamente protagonista, ma anche spettatore della propria stessa storia di vita, cosa chiaramente percepibile in alcuni pezzi come la title track Lakewoods. Questa ci parla di Bruno Breguet, liceale appena ventenne arrestato in Israele mentre cercava di procurarsi esplosivi per la resistenza palestinese, figura misteriosa e sfuggente, e della sua personale visione di giustizia sociale alla quale dedicò la vita intera, un pezzo di grande attualità proprio in questo momento storico e che è nato come colonna sonora del recente documentario “La Scomparsa di Bruno Breguet”, del regista svizzero Olmo Cerri.
A testimonianza che Terry Blue narra i temi sociali e storici con grande equilibrio e senza preconcetti c’è anche Minoux, pezzo dal nome emblematico, evocativo, ispirato da una visita ad Auschwitz da parte di Leo Pusterla e Eleonora Gioveni, nome che è quello del proprietario dell’edificio sul lago Wannsee all’interno del quale vennero firmati i documenti sulla Endlösung.
L’album spazia da temi storici a temi personali, dalle sensazioni stimolate da determinati luoghi a quelle suscitate da specifiche situazioni, come l’originalissimo Outfalls, pezzo iniziale dell’album che fornisce all’ascoltatore una sensazione di movimento a ondate, quasi un gorgoglìo che rappresenta l’inutile resistenza contro la morte. Ineluttabilità e drammaticità di un fatto vissuto: la disperazione nell’assistere all’abbattimento (2013) di un albero secolare nel Parco Ciani a Lugano, città natale di Leo Pusterla, l’immedesimazione nell’albero stesso, una presenza che ha cercato di resistere ma che alla fine ha dovuto cedere alla violenza umana mentre chi osservava non ha potuto fare niente.
Il tema della perdita, della scomparsa, del passaggio fra vita e morte, evidentemente dovuto al vissuto autobiografico, appare nella musicalità, oltre che nelle parole, di Gone Glacier, secondo singolo che ha preceduto la pubblicazione dell’album, dove i continui stop e le riprese contribuiscono appunto a rendere magnificamente e drammaticamente il senso di passaggio. Più delicato, riflessivo, intimista, Fragile Friends, dove una musica tranquilla e struggente accompagna la voce che narra dell’ultimo incontro con un amico che sta morendo.
Nel complesso, si tratta di un album interessante, da ascoltare con estrema attenzione, dove gli intelligenti arrangiamenti riescono a creare panorami musicali ben congegnati per un insieme di testi notevoli per profondità.




