
Finale a sorpresa (che il lettore però dovrà scoprire da solo) per “Specchi d’acqua”, libro di Massimiliano Nuzzolo edito da Ossorosso edizioni.
Un libro che riesce a far respirare a chi legge la particolare atmosfera di Finisterre, località della Galizia (Spagna), contemplata con sacro timore già dai legionari romani in quanto considerata la fine del mondo (finis Terrae) e ancor oggi piena di fascino, nonché teatro della storia che viene raccontata nel volume. Massimiliano Nuzzolo, autore del “Libro delle Risposte Stronze” così come dei romanzi “La fine del mondo”, “La verità dei topi”, “L’ultimo disco dei Cure”, “Fratture”, “L’agenzia della buona morte” e del libro di racconti “La felicità è facile”, si occupa di musica, sia come critico che come produttore.
Con l’ultimo suo lavoro Nuzzolo riesce a donare al lettore un piccolo gioiello, suddiviso in due parti, che altro non sono se non i punti di vista dei due personaggi chiave del romanzo. Il libro si legge tutto d’un fiato grazie allo stile asciutto, talvolta rapsodico, che alterna ricordi dei due protagonisti alla descrizione dei loro stati d’animo attuali, il tutto intervallato da descrizioni del paesaggio di Finisterre. Ed è questo luogo particolare il vero protagonista del romanzo, con la sua capacità di suscitare nel lettore la sensazione di sospensione del tempo: Finisterre non tanto fine del mondo conosciuto, quanto luogo dove lo scorrere del tempo può interrompersi.
La “Parte 1” del libro contiene la storia di vita di un uomo e della sua relazione con una donna, Alice che, prigioniera della malattia mentale, morirà in un incidente stradale, suscitando in lui un senso di colpa che lo porterà fino a Finisterre, dove cercherà di attuare il suo proposito suicida gettandosi nelle acque dell’oceano Atlantico.
Nella “Parte 2”, costruita quasi a specchio, richiamando così la visione estetico-filosofica di Alano di Lilla, l’autore ci racconta invece la storia di una donna, Elisa, e della sua relazione con un uomo, terminata per colpa dell’atteggiamento di lei che a questo punto cerca, sempre a Finisterre, un luogo dove riappacificarsi con se stessa.
Il testo della “Parte 1” è spesso intervallato da strofe tratte dal pezzo musicale Ocean (versione 1969) di Lou Reed, il cantante del gruppo The Velvet Underground, una delle band più influenti nella storia del rock, famosa anche per essersi legata a Andy Warhol e alla sua Factory. Il collegamento con la storia è dato dal fatto che le frasi puntualizzano il ricordo del concerto al quale il protagonista aveva assistito insieme alla sua donna, Alice.
Il protagonista tenterà il suicidio, ma verrà salvato dalle stesse acque dell’oceano che lo faranno tornare a galla e verrà dissuaso dal continuare nel suo proposito dalla visione di Elisa che, guarda caso, indossa una maglietta che richiama nella sua mente il concerto dei The Velvet Underground al quale aveva a suo tempo assistito con Alice. Lui vedrà tutto questo come un segno del destino e quindi si avvicinerà alla riva per incontrarla.
Da parte sua Elisa, dapprima immersa nei propri pensieri, dopo averlo scorto in mezzo all’acqua e aver imprecato contro l’aspirante suicida, sarà presa dall’impulso di tuffarsi per salvarlo, fermandosi però visto che lui si sta ormai dirigendo verso la riva. Elisa viene da una storia familiare triste, orfana del padre a nove anni, con una madre incapace di darle amore, se ne era andata da casa giovanissima.Dopo aver incontrato il vero amore, l’unico, un uomo che l’aveva accolta, Elisa aveva distrutto il rapporto sentimentale senza neanche sapere perché.
Anche lei si trova a Finisterre, alla fine del mondo, e pur non credendo in un dio né in un’entità superiore, riconosce la sacralità del luogo e confida nella possibilità di ricominciare, di iniziare una nuova vita. E quando il protagonista esce dall’acqua l’incontro fra i due sarà intenso, magico, si daranno la mano pur non conoscendosi; lei non crede al destino, ma il destino c’è eccome e lo rivelerà proprio il finale del romanzo.
Nel complesso il libro si snoda agevolmente ed elegantemente con una storia ben congegnata, regalando anche al lettore alcune frasi che fanno pensare, verità lapidarie che le persone dovrebbero ricordare sempre e invece dimenticano.
Vi è inoltre un abile uso della descrizione del paesaggio e del rapporto dello stesso con gli stati d’animo e le sensazioni fisiche dei vari personaggi. Un bel libro da leggere tutto d’un fiato.