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Interviste

Sotto il cielo di Metropolis: intervista a Roberta Sammarelli e Xabier Iriondo

foto di Roberto Barba Angelini

Metropolis” di Fritz Lang è uno di quei tipici “film della vita”, anzi, di molte vite. Una pellicola straordinaria che ha segnato non solo la Storia del Cinema, come si suol dire, ma anche pensieri e interi mondi. Karim Qqru, Roberta Sammarelli, Xabier Iriondo e Corrado Nuccini hanno così deciso di dare vita a un ulteriore mondo sonoro proprio per il capolavoro di Lang diventato, infine, un disco (qui la nostra recensione).

Ne abbiamo parlato con Roberta e Xabier.

Cos’è per voi “Metropolis”? Quando lo avete visto la prima volta e cosa vi suscitava prima di musicarlo e dopo? Com’è nato lo stimolo creativo che ha portato alla realizzazione del disco?

Roberta: io non avevo mai visto il film, l’ho visto per la prima volta sapendo che avrei dovuto musicarlo, e mi ha evocato molte sensazioni diverse, quello che mi ha colpito di più è come un film del 1927 riesca ad essere in qualche modo così attuale.  Per me lo stimolo creativo non è spiegabile a parole, ho messo il film e ho messo  le mani sulla tastiera o sul basso , quello che succede nei momenti di creatività  non è sotto il mio controllo.

Xabier: vidi “Metropolis” per la prima volta nel 1985 (la versione di Moroder del 1984) e all’epoca rimasi colpito dalla modernità della trama, dei costumi e dal messaggio “ribelle” che portava con se. Rivederlo in questi ultimi tempi ha rafforzato in me il pensiero che sia un “eterno” film attuale, in qualsiasi epoca lo si guardi. È un film che racconta sentimenti forti, parla di potere, controllo e di determinazione nell’attuare cambiamenti. Se non arrivano stimoli creativi da una pellicola del genere da quale pellicola dovrebbero arrivare?

Roberta ha definito il lavoro “corale”, dicendo che ognuno ha portato qualcosa che poi è stato sviluppato insieme. Potete descriverci com’è avvenuta questa interazione,sia in fase di composizione sia durante le registrazioni?

Xabier: Quando alcune persone si incontrano per registrare musica insieme si creano interazioni speciali e talvolta la magia che ne esce è difficile da raccontare. Karim, Corrado, Roberta ed io non avevamo mai registrato nulla in studio insieme, veniamo da esperienze importanti nelle sale di registrazione ma non era scontato che potessimo trovarci bene. In due giorni abbiamo registrato tutto il disco, credo ci sia stato un buon equilibrio creativo ed organizzativo e mi sono trovato molto bene con loro.

Qual è il vostro rapporto con il cinema? Quali sono i film a cui siete più legati, che magari vi portate dietro e vi ispirano anche mentre componete?

Roberta: per quanto mi riguarda sono molto legata ai film del 1999/2000 come ad esempio “Fight Club”, “Magnolia”, “Mullholland Drive”, Donnie Darko”, ma se devo portare nel cuore un film dalla mia infanzia cito “La storia infinita” e “Ritorno al futuro”.

Xabier: divoro il cinema da quando ho 7/8 anni. Sono legato alle storie originali, raccontate con personalità. Tra i miei “preferiti”: “Blade Runner”, “El Topo”, “Aguirre furore di Dio”, “The Blues Brother”s, “Germania anno zero”…potrei andare avanti per parecchie pagine…ahahahah.

Qual è, per ognuno di voi, la scena più iconica del film e perché? Quella che più vi è entrata dentro suonandola.

Roberta: la scena più iconica per me è l’allagamento della città , poco prima del finale. Quello che mi evoca quella scena è legato a quello che stiamo vivendo in questo momento storico. Il suono di Mellotron che utilizzo in questo brano è particolarmente evocativo.

Xabier ha detto che nel momento compositivo è stato fatto “un lavoro di sottrazione”. In qualche modo l’idea di “sottrazione” potrebbe anche essere opposta a quello che è il lavoro di Lang, che porta in scena un suo “massimalismo” estetico. Da cosa siete partiti e cosa è stato “sottratto” per arrivare a quello che è il vostro “Metropolis”?

Roberta: Innanzitutto penso che in una sonorizzazione di 4 elementi si debba rispettare gli spazi di ognuno, quindi non “suonarsi addosso” , infatti quando in una composizione abbiamo riconosciuto lo strumento portante abbiamo fatto in modo di accompagnarlo, senza caricarlo troppo, ed è il motivo per cui in molto brani non suoniamo tutti e 4 assieme.

Xabier: dosare e “suonare” il silenzio è ciò che chiamo sottrazione. Non suonare sempre tutti insieme, spesso non suonare e lasciare spazio agli altri di esprimersi.

È stato così immediato lavorare insieme in studio per soli quattro giorni al Centro Musica di Modena? Come avete organizzato il lavoro in così poco tempo e mantenendo una spontaneità artistica alta?

Roberta: ognuno di noi ha portato qualche idea e l’abbiamo rielaborata assieme, cercando di capire la timbrica giusta per quella scena. Ad esempio Karim aveva portato un’idea suonata col sintetizzatore, ma che nella sonorizzazione facciamo basso e batteria, a cui poi anche gli altri hanno aggiunto le loro parti.

Xabier, tu hai deciso di non utilizzare la chitarra, bensì altri strumenti particolari. Ti va di dirci quali e perché hai deciso di usarli?

Xabier: suono Mahai Metak (il mio cordofono autocostruito 20 anni fa), Taisho Koto (strumento giapponese nato a fine ‘800), Kalimba e Diamonica. Sono tutti strumenti diversi fra loro per timbro, dinamica e range melodico, avere una paletta timbrica larga e varia mi è sembrata la cosa più sensata da portare in questa sonorizzazione.

In futuro, vi piacerebbe riportare in vita altri classici muti con lo stesso approccio utilizzato per “Metropolis”?

Roberta: sicuramente vorremo portare avanti questo progetto, cambiando anche prospettive magari, ma ci siamo trovati talmente bene che sarebbe un vero peccato finisse con questa sola esperienza.

Xabier: a me con questo quartetto piacerebbe fare tante cose … continuare a sonorizzare film muti, comporre la colonna sonora di una serie o film, musicare dei videogiochi, ecc.

Al momento sono tre gli appuntamenti per assistere dal vivo alla sonorizzazione di “Metropolis”: vedete la possibilità di trasformare questo progetto in un vero e proprio tour? Siete già al lavoro su qualcosa di simile o parallelo?

Roberta: dati gli impegni di tutto abbiamo individuato un periodo in cui potremo tornare dal vivo, e sarà marzo 2026. A breve andremo a confermare e poi comunicare dove.

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