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Ásgeir – Julia

2026 - One Little Independent Records
folk pop

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Tracklist

1. Quei Life
2. Against the Current
3. Smoke
4. Ferris Wheel
5. Universe
6. Julia
7. Sugar Clouds
8. Stranger
9. In the Wee Hours
10. Into The Sun


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Nel suo quinto album in studio, “Julia”, il cantautore islandese Ásgeir intraprende un nuovo viaggio all’insegna dell’introspezione. Prodotto dalla One Little Independent Records, “Julia” segna il passaggio da anni trascorsi a collaborare con traduttori come John Grant e a lavorare con le poesie del padre, Einar Georg Einarsson, alla ferma volontà di iniziare a scrivere testi da solo (per la prima volta). Il risultato è un’opera profondamente contemplativa, intrisa di nostalgia, che vede Ásgeir meditare sui suoi rimpianti passati e sulle sue speranze per il futuro, guidato dallo spettro del personaggio principale dell’album, una ragazza di nome Julia.

Ásgeir è noto al pubblico internazionale per il riconoscibile falsetto che si mescola a intricate melodie folk-pop. Anche stavolta malinconia e analisi interiore sono al centro di “Julia”: È la prima volta che ho scritto testi completamente da solo“, – racconta. “È stato spaventoso. Sto ritrovando me stesso. Ho cercato di aprirmi e ho imparato molto, ed è stato decisamente terapeutico“.

L’artista, nelle prime pubblicazioni islandesi, ha usato il nome Ásgeir Trausti ma, a partire dal 2013, con il lancio internazionale, ha iniziato a usare come pseudonimo semplicemente Ásgeir. Da quell’anno si è sempre esibito con il proprio gruppo, Ásgeir Trausti Band. È inoltre il chitarrista del gruppo islandese The Lovely Lion.

L’album di debutto di Ásgeir, Dýrð í dauðaþögn“, pubblicato nel 2012, vide il suo singolo di lancio, Sumargestur, arrivare in seconda posizione nella Tónlist , una classifica islandese dei singoli. Mentre il brano Hvítir skór, collaborazione con Blaz Roca, ebbe successo (sempre in quell’anno) nel periodo natalizio.

Quiet Life, una preghiera per la dea della Natura. Corde delicate creano melodiose armonie che accarezzano la pelle. Al centro di una foresta in cui sta albeggiando il sole, un uomo vestito di umili indumenti sta guardando verso l’orizzonte. Il freddo del mattino ha asciugato le sue lacrime mentre sul suo volto è appena ritornato l’accenno di un sorriso sincero. Osserva più in là un corso d’acqua che scorre fiero e impavido. Decide quindi di gettarsi nelle sue acque veloci per provare a nuotare contro la corrente. Against the Current, riesce a riacquistare l’energia necessaria per potersi ricongiungere al mondo delle persone. Il ritmo frenetico della città gli infonde un necessario senso di alienazione. L’unico stratagemma psicologico possibile, per poter congiungersi in eterno con il mistero dell’universo che ci circonda, è sospendersi dalla realtà concreta delle cose. Universe racconta di un uomo smarrito che è riuscito a ritrovarsi e a ridare un senso alla propria esistenza. Le note di un piano lavano via le fatiche del passato. Siamo pronti ad incontrare Julia, una musa solitaria e incantevole. La donna ci attende nel fondo di una stanza dalle pareti chiare e lucenti. La preghiera ora si rivolge a lei.

Catarsi e autocomtemplazione sono al centro di una rinascita artistica che oggi rendono l’immagine di Ásgeir più credibile davanti al pubblico. Basta chiudere i nostri occhi all’ascolto di “Julia” per poter riuscire a vedere un uomo, infagottato nel suo giaccone scuro, addentrarsi in terre ghiacciate e incontaminate alla ricerca del senso e dello scopo che la musica dà alla vita.

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