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Biluè – Cantautore Digitale

2009 - Self
pop

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Tracklist

1.Qualcuno mi produca
2.Eva come faceva
3.Cedrata shock
4.Attimi

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Prendere Capossela e gli 883, Bugo e gli Skiantos, Caparezza e Alberto Camerini, Paolo Conte e Gino Paoli e ficcarseli nella testa, scuotersela per bene e sputare fuori i 4 pezzi che compongono questo “Cantautore Digitale” dev’essere un’esperienza unica e indimenticabile.

Giovanni D’Iapico, in arte Biluè, giovane cantautore e tuttofare musicale, riesce nel magico intento di forgiare 4 piccoli pezzi, 4 piccoli gioiellini di (neanche troppa) spensieratezza, ironia, demenzialità, intelligenza e qualità da rivendere.
Biluè è qualcosa da ascoltare con cura e disattenzione, con impegno e disinvoltura, con passione e con scioltezza.

Eclettico e spiazzante, “Cantautore Digitale” si apre con “Qualcuno mi produca”, ironico appello di un aspirante e disperato cantautore, a metà tra Capossela e Caparezza, in cerca di un’immediata ed essenziale produzione che salvi la vena artistica da una sicura morte civica dietro una qualsiasi scriviania della pubblica amministrativa.
“Eva Come Faceva” è autentica e demenziale genialità. Ode o parodia, dichiarazione d’amore o rispettosa presa in giro, è il pezzo per chi come il sottoscritto, ed evidentemente per il Biluè in questione, ha osservato con dubbio e ammirazione l’ascesa (e la discesa) dei Prozac +. Citazioni più o meno colte (e la sento veramente quando il cielo ride la la la la la la) e sentimenti sinceri verso l’angelica Eva Poles (voce della band friulana), su di una base electro a metà tra “Sei un mito” degli 883 e “Violentami” di Jo Squillo.

Più in sordina, ma non meno soddisfacente, la seconda parte del lavoro chiude il cerchio con inaspettata varietà di toni.
Con “Cedrata Shock” gli Skiantos e gli abissi del trash fanno una breve e tagliente capatina nel disco. 2 minuti di disturbi psicopatici condensati in un’ode per agrumi, bevande e balli di gruppo.
Nell’ultimo pezzo, “Attimi”, Biluè veste i panni del raffinato cantautore che canta di amori sfocati e sfumati, corrisposti solo in sogno e con la forza del pensiero e dello sconforto che ci domina.Quando solo la musica serve a dare il giusto rifugio a sentimenti maltrattati, calpestati, desiderati e raccontati con incantevole leggerezza.

Biluè prende, ritaglia, incolla e ricompone graditi frammenti di musica più o meno nota, stimolando neuroni sopiti e ricordi quasi repressi e ritornati in auge con prepotenza.
Gradita sorpresa che, vista l’incredibile mole di pezzi prodotta, merita più di una leggera sbirciata.

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