Una band nata in modo anomalo ma popolata da artisti molto ispirati, in un’epoca florida per l’indie rock anche e soprattutto in Canada: “Apologies for the Queen Mary” fu uno dei migliori esordi dei primi anni zero.
“Sailing to Philadelphia” ci fa capire che per i Dire Straits non ci sarà più nessuna possibilità di tornare insieme e che ormai Mark Knopfler è catapultato in un percorso artistico personale dal quale non intende separarsi.
In occasione del ventesimo anniversario di questa pietra miliare dell’indie rock esce una ristampa lussuosa che comprende ben 4 dischi ricchi di demo, inediti e brani live. Un’ottima occasione per rivivere quei momenti e riscoprire un pezzo di storia della musica.
Con l’ultimo suo lavoro Nuzzolo riesce a donare al lettore un piccolo gioiello che si legge tutto d’un fiato grazie allo stile asciutto, talvolta rapsodico, ma che ha la capacità di suscitare la sensazione di sospensione del tempo.
“Le nuvole” non è solo il ponte verso “Anime salve”: è un atlante del nostro Paese all’inizio degli anni Novanta, con i suoi vizi, le sue paure e le sue radici.
“Abraxas” nacque dalla volontà di esplorare territori musicali sempre più estesi, cercando di raggiungere un equilibrio perfetto tra le varie influenze e costruendo così un vero e proprio capolavoro latin fusion.
In quelle canzoni ci abbiamo creduto tutti e forse ci crediamo ancora, basta che il mondo si giri per un po’ dall’altra parte e continueremo a ballare con Elvis.
Nel 1980 Ozzy Osbourne era un uomo spacciato. Le cronache dell’epoca lo davano già per finito. E invece da quelle macerie nasce “Blizzard of Ozz”, un disco che non solo riaccende la sua carriera, ma ridefinisce il linguaggio dell’heavy metal.
Per alcuni sarà esagerato, ma si può ritenere “Cuore Amore Errore Disintegrazione” un’opera letteraria in piena regola, ciò che avrebbero potuto elaborare un Luigi Pirandello o un Italo Svevo, se fossero stati portati a trattare col contesto sociale e le forme di comunicazione dominanti 100 anni più avanti rispetto alle loro esistenze.
“Paranoid & Sunburnt” resta un disco che non ti permette di restare indifferente: ti costringe a scegliere se voltarti dall’altra parte o urlare insieme a Skin. Ed è forse proprio per questo che oggi suona ancora necessario.
Secondo estratto dall’EP d’esordio dell’artista veronese, “Umpredictable Blooming”. Alla voce Nicole Fodritto dei Six Impossible Things.
La sensazione che resta è l’estrema naturalezza con cui Kate Bush attraversa i più diversi mondi musicali, come una leggiadra regina che visita soavemente i suoi domini. Non rimane che inchinarsi.
Primo estratto da “[+][-][ ][+-]”, album d’esordio del nuovo progetto di Alessio Capra, ex membro di Super Elastic Bubble Plastic e Pazi Mine.
“Dalla” è un ritratto collettivo e una mappa di resistenza emotiva, un manuale di sopravvivenza in anni durissimi.
Riascoltarlo oggi è come tornare in una stanza dove qualcuno ha appena lasciato la sua ombra. È un disco che ti siede accanto in silenzio e ti ricorda che non sei solo, sembra ancora che la musica possa salvarci.
La band sarda ritorna con un nuovo lavoro in studio firmato Plastic Records. Ve lo presentiamo in esclusiva.
Non era un disco perfetto ma era un ritratto incrinato. Mostrava un’epoca che faticava a distinguere satira e realismo, gioia e fuga, caricatura e tragedia. Forse proprio per questo, oggi suona ancora terribilmente attuale.
Ferretti, De André, Battiato, Waters: attraverso l’opera di questi quattro artisti Vincenzo Greco prova a scoperchiare il vaso di Pandora delle leggi moderne alle quali l’uomo pensante sta soccombendo per diventare essere digitale.
“Never for Ever” è un mondo a parte nella discografia di Kate Bush: dopo aver ascoltato un disco del genere non si può che restare in silenzio.