“Interpol” non è certo il trionfo dei primi due album, né il disco più immediato della loro carriera. Eppure, con il tempo, ha svelato un valore diverso nel suo essere testimonianza di un momento di transizione, un gesto di autoanalisi.
“Muru Muru” fu un fiore oscuro, stupendo, che non riuscì a sbocciare. Rinasce come “Dysillusion”, se non vi dicessimo che è una ristampa credereste sia stato inciso oggi, e speriamo che finalmente si prenda il posto meritato.
Dopo anni di silenzio, i Second Youth tornano con “Only Child“, un nuovo EP di cinque brani che rappresenta il lavoro più maturo, crudo e personale della band fino ad oggi. Nata dall’incontro tra due veterani della scena hardcore/punk divisi tra Italia e Regno Unito, la band ha sempre incarnato un approccio diretto: canzoni veloci, […]
Il secondo album di Luca Carboni è un disco ancora attuale e fondamentale: ci ha accompagnato per quarant’anni e quando noi non ci saremo più continuerà a risuonare, perché la musica vive per sempre e ci sarà sempre qualcuno che si fermerà mezz’ora ad ascoltarlo.
Il brano è estratto in anteprima dall’album di debutto “STABAT MATER”, in uscita a fine mese su Fresh Ribes.
Un libro unico, necessariamente da leggere per chi voglia approfondire la conoscenza sulla genesi e sulle fonti di ispirazione dei pezzi del grande cantautore genovese Fabrizio De André.
Con “The Head on the Door” cambia tutto: Robert Smith prende in mano la penna e decide di scrivere un album pop, sì, ma a modo suo. E pop, nel suo linguaggio, non vuol dire leggero: vuol dire stratificato, coraggioso, pieno di colori e contaminazioni
“Highwyay 61 Revisited” è il disco capolavoro con cui Dylan ufficialmente smette di cercare di cambiare il mondo e si accontenta di cambiare per sempre la musica rock. Che da allora potrà allargare illimitatamente i propri confini musicali e artistici e bussare alla porta delle arti maggiori, aspirando con dischi come questo all’immortalità di una Gioconda o di una Cappella Sistina.
I Beach House hanno dimostrato che chi sceglie l’autenticità sulla convenienza, chi privilegia la coerenza artistica sulle mode passeggere, non viene divorato dal tempo.
“Karma Police” è stata la prima hit assoluta, quella che ha sancito l’ingresso dei Radiohead a pieno titolo nel circuito mainstream. Circolo dal quale, nonostante mosse avventurose e, talvolta, impopolari, non si sarebbero mai più affrancati.
“Born to Run” non fu solo un successo artistico: fu la svolta che trasformò Springsteen in una stella. Quel ragazzo del New Jersey che scriveva di sogni e fughe era improvvisamente diventato il simbolo stesso di una generazione che voleva ricominciare a credere.
“…And Out Come the Wolves” dimostrava come il punk potesse essere melodico senza perdere mordente e come si potesse guardare al passato senza limitarsi ad una blanda imitazione dello stesso.
“Drama”, che viene spesso ricordato come l’ultimo vero capitolo dell’età dell’oro degli Yes, risuonava come un viaggio in un mondo pieno di sorprese.
Primo estratto dal nuovo album del collettivo belga guidato da Oliver Doerell, in uscita a fine settembre su Denovali Records.
“Garbage” aveva già intuito molto del rock alternativo dei Duemila, soprattutto nella fusione tra elettronica e distorsione. Ha aperto una strada e molti l’hanno percorsa, non sempre con la stessa lucidità.
Ci sono videoclip che sembrano sketch comici. Come quello in cui Mick Jagger e David Bowie ballano e si inseguono tra i capannoni abbandonati della zona portuale di Londra. Camicia sgargiante, impermeabile grigio, piroette improbabili, playback sfacciato: “Dancing in the Street”, versione 1985. Una cosa che oggi farebbe rabbrividire un’intera redazione di Rolling Stone, ma che allora – incredibilmente – funzionò.
“1000 Hurts” uscì in un momento in cui il noise rock, o il post-hardcore, o il math rock erano già belli che codificati, ma agli Shellac non è mai fregato un cazzo, perché a farlo sono stati loro stessi e, quindi, non riscrissero nessuna regola, bensì le incisero nel cemento, materia di cui erano fatti tutti i loro brani, a futura memoria. E chi se lo dimentica?
Sulla carta, un altro disco dei Beatles. In realtà, l’inizio della fine dell’innocenza. Un album che somiglia a una cartolina da un momento fragile, dove la luce del successo è talmente accecante da far intravedere per la prima volta anche le ombre
Il disco esce in autunno su No Profit, Controcanti, Santa Valvola e Non Mi Piace. Vi presentiamo in esclusiva un nuovo estratto.
La musica di cui non tutti parlano.