Ascoltando “Alone with Everybody”, si ha la sensazione che Richard Ashcroft abbia voluto spogliarsi del rumore e dell’eco che avevano caratterizzato i Verve. Questo album è come una stanza vuota dove la voce risuona chiara, dove ogni parola pesa come qualcosa di realmente vissuto.
Facciamo il punto della situazione sui migliori dischi usciti in questa prima metà dell’anno.
Oggi i Prefab Sprout sono assurti allo status di mito del pop d’autore. Un mito che affonda in una freschezza e ispirazione profonde che ancora non smettono d’impressionare quando si torna ad ascoltare “Steve McQueen”, un grande immortale disco pop.
“TheFutureEmbrace” arriva sulle spalle di un artista già alle prese con l’ombra lunga del proprio passato, intenzionato a cambiare pelle ma ancora incerto su quale direzione prendere davvero
Jack e Meg White non hanno mai fatto le cose a metà. Con “De Stijl” hanno scolpito un rock essenziale e graffiante, che arriva addosso senza chiedere permesso.
Primo estratto dall’album d’esordio del nuovo progetto di Domiziana Pelati, “A Nervi Sciolti”, in uscita a fine anno su Centuries Reverb.
“What’s My Age Again” è una raccolta di tutto ciò che abbiamo vissuto in quegli anni, ma con una vena giornalistica ed indagatrice che non lascia spazio e facili sentimentalismi o nostalgia. Rino Gissi ci spiega come sono andate le cose, tutto qui. Ci racconta una generazione capace di cambiare le regole del gioco.
“In Your Honor” è stato, a suo modo, un disco rivoluzionario, che ha confermato i Foo Fighters nella scena musicale di quegli anni. Un disco a tratti complesso ma che sicuramente vale la pena riascoltare ancora
“The Moon & Antarctica” è un piccolo must have del suo genere, uno degli anelli mancanti tra il rock della fine del vecchio millennio e l’inizio del nuovo
A riascoltarlo oggi, venticinque anni dopo, suona come una confessione non chiesta, una raccolta di lettere mai spedite
A distanza di un quarto di secolo, è ancora lì, sfacciato e brillante, a ricordarci che prendersi poco sul serio è un’arte. E come tutte le arti, funziona solo se, sotto la risata, hai davvero qualcosa da dire.
Con “Pet Sounds”, la sua opera simbolo, Brian Wilson ha aiutato tante persone, di generazioni e perfino epoche diverse, a cogliere il senso di quei momenti che sembrano creati apposta per distruggere. E ci è riuscito con il pop, cosa che per molti era semplicemente inimmaginabile.
Primo estratto dal nuovo album live dell’artista bresciano “Greetings from Slaughter Creek”, in uscita su Rivertale Productions.
Un viaggio attraverso la cronologia e l’evoluzione di questo affascinante sottogenere, che oggi sta sorprendentemente ritrovando nuova linfa e vitalità.
Queste realtà, queste esistenze, queste vite che sembrano fisse nel tempo, sopravvivono ancora oggi e sono tutto tranne che immobili. Respirano. Vale la pena ricordarle. C’è tutto un mondo, oltre e in mezzo a Swans. C’è tutto un mondo, nel corpo di quelle persone, che non si sa né dov’è iniziato, né dove finirà.
Potrei trovare un mucchio di motivazioni per cui amo e canto ancora “X&Y”. Dovrei dire che mi piace la complessa pienezza e l’impatto sonoro che mi arrivano alle orecchie in cuffia, un groviglio di strumenti che è bello giocare ad isolare. Mi piace la voce che mi riporta ancora a casa, ogni volta che mi sento persa, e che spero possa farlo ancora per molti anni.
Un compendio del nuovo album del duo tedesco “Tote Winkel”, in uscita proprio oggi su Denovali Records.
Il disco esce venerdì 6 giugno.
“Don’t Believe the Truth”, purtroppo, è ben lungi dall’essere un album perfetto, ma nonostante tutto, il fatto che per la prima volta in quasi un decennio si possa udire una sottile vera energia old style nella musica degli Oasis, fu sufficiente a dare ai fan la speranza che questa band potesse ancora avere un po’ di vita musicale.