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Gangs Of New York


Scheda


Titolo originale: Gangs of New York
Nazione: Usa/Germania
Anno: 2002
Genere: Drammatico
Regia: Martin Scorsese
Cast: Leonardo DiCaprio, Cameron Diaz, Daniel Day-Lewis, Liam Neeson, Henry Thomas, John C. Reilly, Jim Broadbent
Produzione: Miramax
Distribuzione: 20th Fox


Gangs of New York

Finalmente nelle sale, dopo una lunga e travagliata lavorazione, l’ultima opera di Martin Scorsese, l’ultimo grande film del ventesimo secolo. Come tale va infatti considerato visto che le riprese cominciarono a Roma nel 1999. Ultimo grande film realizzato artigianalmente, con vere e imponenti scenografie (italiane) e ridottissime sequenze in digitale. Un kolossal a dir poco anacronistico. Senza tempo invece sono i valori che emergono da Gangs of New York: fede, lealtà, rispetto. Ovvero tre sinonimi della stessa parola, secondo Scorsese: la paura, proprio come dice uno strepitoso Daniel Day-Lewis nei panni di William “il Macellaio” Cutting, il sadico capo dei Nativi Americani.

Il film si apre con una violentissima battaglia che serve da preludio per lo spunto principale della vicenda, la vendetta di Amsterdam Vallon per la morte del padre, il Prete, capo dei Conigli Morti, avvenuta proprio per mano del Macellaio. La battaglia iniziale è un pugno allo stomaco, cruenta, primordiale. Conigli Morti contro Nativi Americani. Immigrati per lo più irlandesi contro indigeni. Uomini e donne si battono con armi improvvisate (anche se alcune fuori luogo, come gli artigli metallici di una guerriera), senza pietà, per il più antico degli obiettivi: la conquista di un posto dove stare. Come finisce la battaglia ormai è noto; quello che non rendono i trailer è l’estrema violenza della stessa. Davvero degna di Martin Scorsese. Scena più importante della battaglia: il Macellaio ordina ai suoi guerrieri di non infierire sul cadavere di Prete Vallon, in segno di rispetto per l’unico avversario degno di questo nome da lui affrontato. Ma nonostante il gesto di “pietà”, il piccolo Amsterdam inizia già a nutrire i suoi sentimenti di vendetta afferrando il coltello che ha dato la morte il padre, e così si chiudono le prime scene del film.

16 anni dopo Amsterdam è cresciuto e ha le sembianze di DiCaprio, che proprio non vede l’ora di levarsi di dosso l’icona di idolo delle teen-ager acquistata con Titanic. Ritorna in quello che è il teatro dell’intera storia, il quartiere newyorkese di Five Points, ritrova alcuni dei personaggi che ricorda dall’infanzia, e con odio scopre che alcuni di essi sono passati dalla parte dei Nativi, rinnegando le loro stessi origini irlandesi. La storia da questo punto si dipana in maniera abbastanza lineare: Amsterdam ritrova anche Bill, diventandone però un “protetto” speciale mostrandosi forte, coraggioso e sprezzante verso i più deboli, diventando insomma un Nativo. Lo scopo è quello di colpirlo alle spalle proprio nel momento in cui gli viene mostrata più fiducia.

In questi momenti entra in scena Cameron Diaz, la cui presenza è in effetti la più discutibile dell’intero film. Il suo ruolo non è fondamentale ai fini della storia, e sorge il dubbio che sia stata inserita per garantire una sorta di “effetto-Titanic”, secondo l’equazione belloccio+bona=incassi garantiti (ma sono sicuro che sia stato un diktat dei produttori). Per fortuna, nonostante l’intreccio amoroso fra i due, questo effetto non si verifica, in quanto passa praticamente in secondo piano rispetto al resto della vicenda. La sua presenza è anche discutibile nel senso che la sua interpretazione non è agli stessi livelli degli altri attori. Soprattutto, è doppiata male. Ma non è colpa né sua né di Scorsese.

Come si può immaginare, Amsterdam fallisce un primo tentativo di uccidere Bill, e ne subisce l’ira funesta, ma deciso a vendicare il padre rimette in piedi la gang dei Conigli Morti e in un ultimo scontro sfida i Nativi Americani. La battaglia è solo nell’ annuncio simile a quella fra Bill e il Prete, poichè viene subito interrotta dai colpi di cannone sparati dalla marina americana. La popolazione è in rivolta e la guerra civile è ormai scoppiata. Mentre si consuma la tragedia di una vendetta, contemporaneamente si consuma la tragedia dei poveracci oppressi dai ricchi dei quartieri alti di New York. E mentre un montaggio magistrale ci mostra schierati alternativamente i Conigli Morti, i Nativi, la popolazione, l’esercito americano, Amsterdam riesce nel suo intento. Bill muore fra le sue mani come se fosse suo padre, come a simboleggiare il passaggio di un testimone. A riconoscenza però, di aver trovato un avversario più forte.

Tecnicamente il film è superbo in tutto e per tutto, e non c’è molto da dire. Anche se è strano sapere che in realtà è tutto girato a Roma negli studios, ma dopo 10 minuti di film non ci si fa più caso.
Il film in sé per sé è piuttosto controverso. Da un lato ci sono scene bellissime, come la già citata battaglia iniziale e soprattutto i primi 5 minuti di film. Quei guerrieri che si preparano a scendere sul campo di battaglia, quel motivetto…state sicuri che quel motivetto ve lo ricorderete a vita. Poi un piede spalanca un portone, la neve, il silenzio. Far West. Modello dichiarato: Sergio Leone, e soprattutto C’era una volta in America.
Alcune scene invece sanno troppo di “spettacolo superfluo”, come il braccio destro di Bill che si lancia a mani vuote contro un plotone armato fino ai denti alla fine del film.
Trovare dei veri e propri difetti in questo film è comunque molto difficile, sia per l’aspettativa che ha creato attorno a sé, sia perché è effettivamente un film come pochi. Sicuramente merita di essere visto una seconda, una terza volta per poter raccogliere tutti i particolari che Scorsese dissemina qua e là.
Il significato stesso del film ha più interpratazioni.
Un ritratto delle origini dell’ America che ci ricordi come tutti siamo figli della strada? Un elogio di antichi valori come rispetto e realtà? Una riflessione sul potere della religione? E ancora si può parlare di un invito allo tolleranza, e così via. Gangs of New York ha una portata immensa, non può lasciare sicuramente indifferenti. Ti piace o non ti piace. Come tutti i grandi film non ha vie di mezzo. Come tutti i capolavori, resterà nella memoria. Così come dalle ceneri di Five Points, Scorsese alla fine non ha paura, forse in un eccesso di patriottismo, di mostrare le Twin Towers ancora in piedi. Ancora in piedi come Amsterdam, nonostante tutto.

Voto : 9

|Seattle|

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