Il chitarrista dei Punkreas ritorna con un nuovo brano a meno di un anno di distanza dal suo disco d’esordio.
“Veni Vidi Vicious” resta l’espressione migliore – forse insuperabile anche perché estremamente simbolica – nella discografia degli Hives: un disco genuinamente spassoso e da consumare in compagnia, talmente carico di energia e vitalità da dover essere sudato a furia di spallate.
Primo estratto dal nuovo album “In A World Full Of Nails I Have Got Nothing But My Hands”, in uscita a fine maggio su Toten Schwan Records.
L’arte che sopravvive è quella che continua a porre domande, non quella che fornisce risposte immediate. “Sempre più vicini” è uno di quei rari album che non si limitano a raccontare il proprio tempo, ma riescono a dialogare con il presente.
Prima anticipazione da “Merce”, nuovo album della storica band torinese.
Luca Persico, aka ‘o Zulù, a bordo della sua macchina del tempo gira forte il volante – rigorosamente a sinistra – e ci conduce nel sottoscala, gli inferi non illuminati dai faretti che ci hanno indicato la strada verso il nuovo millennio
“20100” di Alex Roggero è un romanzo scritto con leggerezza, serio e divertente al contempo, evasivo ma inconsciamente riflessivo, che abbraccia tematiche universali di amicizia, amore, solitudine, nostalgia, mostrando il lato reale e quotidiano della città di Milano e di un’intera generazione.
Ad oggi, Sufjan Stevens è riuscito a dare un contributo autorale pazzesco per la sua completezza: ha portato prima l’avventura, poi la gioia, dunque i tormenti e infine la catarsi. E questa catarsi è “Carrie & Lowell”.
La musica di cui non tutti parlano.
A dieci anni di distanza, il messaggio di stampo nietzscheano che IOSONOUNCANE ha lasciato con “DIE” continua a inquietarci. Il progresso è un’illusione: l’unica verità è l’eterno ritorno dell’uguale, del perpetuo ciclo di vita e morte a cui nulla, nemmeno l’uomo moderno, può sfuggire. Tutto il resto è un misero momento di passaggio.
Cole, Chicoria, Gemello e Benassa cambiarono la concezione del suonare hip hop in Italia: era arrivato il momento di parlare di punk rock anche in quell’ambito. E di allargare gli orizzonti.
“Deadwing” è un esperimento pienamente riuscito e davvero sorprendente, che ancora oggi sbalordisce coloro che amano la musica davvero “progressiva”, ossia che non smette mai di esplorare opzioni e contaminazioni.
Terzo estratto dal nuovo album della band pugliese, “Un’abitudine”, in uscita a metà aprile.
Visto sessant’anni dopo, fu proprio qui, con “Bringing It All Back Home” che comincia la lunga marcia verso un Nobel per la letteratura tanto meritato quanto stupefacente per un “cantautore folk rock”.
Se rapportata alla discografia di Renato Zero fino a quel momento, “EroZero” è l’apice da tutte le angolazioni, dieci idee messe in pratica sotto forma di canzoni che meglio di così sarebbe difficile immaginarsele.
A distanza di vent’anni, “Lullabies to Paralyze” è ancora considerato un lavoro altalenante, spesso criticato per la sua minore immediatezza. Tuttavia, rappresenta un episodio di evoluzione, i Queens of the Stone Age d’altronde sono sempre stati un cantiere aperto di grandi musicisti.
La band umbra, con membri di Cayman the Animal, Northwoods, Die Abete, ritorna con un nuovo disco in uscita oggi su Mothership Records.
È il terzo estratto da “We Are Solitude”, album di debutto della band olandese, in uscita ad inizio aprile.
Un libro leggendario, testimonianza avvincente non solo dei fatti singolari che hanno interessato la vita di Mr. Wynn, ma anche delle giravolte e dei capovolgimenti che capitano a chi si mette in pista di decollo al fine di inseguire i propri irriducibili sogni
“Déjà Vu” resta un monumento. Non solo per le canzoni, ma per l’alchimia irripetibile di quattro musicisti geniali e turbolenti, capaci di amarsi e detestarsi con la stessa intensità con cui riempivano il mondo di armonie.