È qui che i Beatles iniziano davvero a maturare: nel momento in cui decidono che crescere non significa cambiare tutto, ma ascoltare ciò che il proprio suono non aveva ancora imparato a dire.
A Napoli si parla francese, spagnolo, inglese, qualche volta italiano e anche americano, ma “sulamente pe’ pazzià” come dice Pino. Lo dice in un disco dove guarda soprattutto all’America, nei suoni, nella libertà che essa rappresenta, nello spazio libero dove tutto è un’opportunità.
La musica di cui non tutti parlano.
La band è finalmente pronta a pubblicare il suo album d’esordio “Sketchbook”.
La cruda realtà è ciò che rende la musica dei Pulp estremamente attinente alla realtà, è come vedere la propria vita rispecchiata attraverso dei suoni e come respirare per la prima volta all’interno di un panorama musicale saturo e prefabbricato.
L’intento era chiaro, fare qualcosa che a Melbourne non si era ancora sentito. E, alla fine, fecero qualcosa che non si era sentito nemmeno in Europa.
Una raccolta di b-sides, inediti e remix con cui i Notwist cercano di rimettere in circolo il passato, mostrando le crepe con cui il tempo ha solcato la vita, e la luce che ancora le attraversa.
Riascoltarlo è un po’ come sfogliare un vecchio album di fotografie, con quel conforto che solo i vecchi ricordi sanno dare. Per i suoi 30 anni esce una ristampa deluxe con diversi brani live.
“Radio-Activity” dei Kraftwerk è stato il faro profetico che ha elevato la strumentazione elettronica da novità a componente essenziale, definendo così il vocabolario timbrico e strutturale che avrebbe plasmato ogni successivo genere di musica elettronica.
Si tratta di una ghiotta occasione per ascoltare delle chicche e scoprire, o riscoprire, uno dei gruppi più rappresentativi di un decennio che meriterebbe maggior attenzione e soprattutto rispetto.
Il brano del nuovo progetto di Luca Cima (aka Vertebra) è firmato Costello Records.
Green Records e Shove Records hanno annunciato la pubblicazione di una nuova raccolta della storica band veneta, pionieri dell’hc italiano.
Per la prima volta, nella mia adolescenza, non mi sentii solo. Anche se fisicamente lo ero, in quelle quattro ore di viaggio, in mezzo a gente che non conoscevo. Avvertii la necessità di condividere parole, testi, visioni del mondo. Senza la paura di essere inappropriato. Fu il primo disco che imparai a memoria, parola per parola, pausa per pausa, strofa dopo strofa. Altro che punk italiano, altro che chiodi e creste.
“A Night at the Opera” non appartiene al passato, ma a chi non ha mai smesso di cercare dischi capaci di spiazzare. È l’esempio perfetto di come si possa essere monumentali senza perdere leggerezza, folli senza perdere controllo.
“Emerson, Lake & Palmer” è stato veramente un ponte tra il passato e il futuro, un prodotto musicale che recuperando la tradizione della musica classica europea la proiettava nel futuro elettronico tramite l’energia viscerale del rock britannico.
Alla fine resta l’immagine di una sala lucida di sudore, luci rosse e mani alzate. In mezzo, Pelù che non canta ma convoca, e Renzulli che incendia l’aria. È tutto lì il segreto di “El Diablo”: un disco che non ha bisogno di passato perché continua a succedere ogni volta che parte il primo riff.
“Double Fantasy”, probabilmente, avrebbe avuto una risonanza diversa se non fosse stato l’ultimo disco di John Lennon, ma così è stato; certo, tutti noi avremmo voluto che esso avesse rappresentato un nuovo inizio e non una fine, ma proprio per questo l’album risulta, nei suoi episodi migliori ed anche nel suo insieme, profondamente toccante.
A tutt’oggi, “Another Green World” rimane inimitabile e ineguagliato da chiunque, nella sua minimale fruibilità.
È l’ultimo momento in cui gli Offspring tengono insieme tutte le loro anime: l’urgenza degli anni Epitaph, l’ambizione da classifica, la voglia di regalare musica e l’obbligo di venderla. E gli riesce.
Per gli amanti del vinile, per i collezionisti incalliti, per quelli che restano ore ad annusarli come se stessero sotto effetto lisergico, per quelli che cercano solo la prima stampa, per chi li vuole colorati, oppure li vuole neri. Per tutti quelli per cui il disco non è solo un disco, ma una ragione di vita. Questo libro è per voi.