
“Spaceship Over Glasgow: Mogwai, Mayhem and Misspent Youth”, il telescopio puntato verso il cosmo di Stuart Braithwaite
La storia di Braithwaite è di quelle semplici che, a leggerne, si prova il piacere della calma, anche quando calma non è

La storia di Braithwaite è di quelle semplici che, a leggerne, si prova il piacere della calma, anche quando calma non è

Si entra di diritto in quel tempo, la prima metà degli anni Novanta, ben definito, rimanendo incollati alla successione delle novità e agli sviluppi che animano la storia. L’alone di Jeff, della sua personalità e creatività, avvince, sovrasta, conquista.

Manca qualcosa, in “Sonic Life”, quel qualcosa capace di trasporre l’irruenza e il senso avant-garde che Thurston Moore ha sempre mostrato sia sul palco sia in studio, anche su carta. Se però volete una guida altra al mondo sotterraneo e se siete dei nerd fino al midollo, allora sì che fa al caso vostro

L’intento del libro, ripubblicato in una nuova versione aggiornatissima, è quello di condividere suggestioni e possibilità sulle canzoni scritte da Lindemann e suonate dai Rammstein, un modo per risolvere un enigma che non risolveremo mai, e che proprio per questo ci affascina così tanto.

L’immaginario in cui siamo immersi non è solo la somma delle parti/ossessioni varie ed eventuali, ma una vera e propria discesa nella visione succiana del cosmo con una scrittura che può vantare il più straordinario dei successi: assomigliare soltanto a se stessa.

La voce di Sinead è quella di una persona estremamente schietta, feroce e amabile. Di voci, dice l’autrice, ce ne sono più d’una in quello che non mi va nemmeno di definire un memoir vero e proprio bensì un romanzo

La voce di Janis Joplin è eterna, ha incantato intere generazioni e continuerà a farlo, esprimendo con il rock e il blues la gioia e il dolore che proviamo tutti noi.

La linea temporale tesa da Gabrielli è un elastico, o un loop, in cui il passato non passa mai, viene chiamato in causa ora dall’oscura provincia, ora dagli assurdi personaggi che la abitano

Nella storia della musica rock c’è una linea d’ombra, tracciata dai Joy Division, che nella loro vita così breve eppure mai finita hanno raccontato tormento ed estasi di quella esperienza chiamata gioventù, da cui nessuno riesce in fondo mai a uscire.

Leggendo “Rebel Girl” non si può né si deve rimanere impassibili. Smuove qualcosa, o forse tutto, fa rabbrividire, stringere il cuore, schiumare di rabbia, forse anche sorridere ma, infine, capire che un mondo e un modo diverso di intendere le cose è possibile