Impatto Sonoro
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Back In Time

Back In Time: SYD BARRETT – Barrett (1970)

Non era semplicemente la superficialità di sorridere e dimenticarsi di tutto il resto, era un immergersi totalmente in qualsiasi cosa e galleggiarci dentro come una barchetta di legno su un oceano sconfinato. È quella per me la fonte della spensieratezza di “Barrett”: la consapevolezza profonda di essere un piccolo nulla in mezzo all’infinito.

Back In Time: ANDREW W.K. – I Get Wet (2001)

L’Andrew W.K. che sull’iconica copertina di “I Get Wet” gronda sangue dal naso e ci fissa con occhi spenti ha il volto di un uomo disposto a farsi del male pur di essere realmente felice

“Vs.”, l’inno alla libertà dei Pearl Jam

Pearl Jam

Un disco perfetto, dove si alternano grida di unità e libertà a momenti intimi da condividere con pochi. Un suono che ha raggruppato milioni di ragazzi in una dimensione finalmente primitiva dove le sovrastrutture sono crollate.

Back In Time: DINOUSAR JR. – Bug (1988)

Dinosaur Jr.

Scritto nel periodo di massima tensione tra J Mascis e Lou Barlow, “Bug” è un capolavoro indie rock e contiene alcuni dei pezzi migliori mai registrati dai Dinosaur Jr.

“In The Absence Of Truth”, utopia e illusione

Se Dick e Bradbury mi hanno insegnato qualcosa è che il velo che divide finzione e realtà è troppo sottile ma altrettanto oscuro e impossibile da rimuovere, e così gli Isis dirimevano le nebbie con le loro ritmiche tribali in un unico sali-e-scendi impetuoso e verosimilmente immobile.

“Same Old Tunes” e il punk-rock più californiano dei californiani

Millencolin

Fondamentalmente, non eravamo pronti per un disco del genere. Non perchè sia irrinunciabile, no. Il fatto è che i Millencolin, nel bene o nel male, hanno segnato l’inizio di un’epoca.